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Cos'è il Progetto Giovani

Una specifica “questione giovanile” è emersa con drammatica urgenza in tutto il mondo occidentale in connessione con la crisi di fine 2008. Sul tema le attività di ricerca e osservatorio dell’IRES Piemonte hanno prodotto nel corso degli anni approfondite conoscenze, talvolta derivate da studi di settore: demografia, mercato del lavoro ecc. In questa sezione si mettono a disposizione le analisi dell’IRES che hanno attinenza con la problematica giovanile, accanto a specifici contributi elaborati da altri centri di ricerca. 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 


  
    
Introduzione al Rapporto 2012

Sul tema della condizione giovanile le attività di ricerca e osservatorio dell’Ires Piemonte hanno prodotto nel corso degli anni ampie e approfondite conoscenze, talvolta derivate da studi con oggetto definito in modo più ampio e comprensivo.

Le analisi di congiuntura e di scenario sulle dinamiche della popolazione [1] hanno messo in evidenza come lo squilibrio demografico più preoccupante in Piemonte risieda non tanto nell’aumento della popolazione in età matura quanto nella straordinaria riduzione del numero e del peso relativo della popolazione giovanile, che trova analogie in poche regioni europee. Anche dalle dinamiche migratorie e della popolazione straniera arrivano numerose indicazioni sul peso degli immigrati giovani, che è nettamente crescente fra i coetanei e ben superiore a quello medio sulla popolazione complessiva: un dato che risulta particolarmente evidente nell’area metropolitana. [2].

In questo quadro si ricordano anche le attività di osservatorio su istruzione e formazione con specifici contributi: a) sui processi di scelta individuale in campo educativo[3], b) sui processi di dispersione scolastica e sui loro esiti reali sui percorsi formativi e lavorativi dei giovani[4], c) sulle esperienze e sulle valutazioni di sé e del mondo circostante dei molti giovani a bassa scolarità che continuano a connotare la realtà piemontese[5]. Oppure le numerose pubblicazioni relative all’indagine internazionale dell’OCSE PISA sui quindicenni scolarizzati, sulle loro competenze, orientamenti, aspettative, oltre che sulle loro condizioni sociali e familiari[6].

Tutte le analisi sul mercato del lavoro hanno inoltre posto attenzione alla componente giovanile delle forze di lavoro e ai percorsi di qualificazione professionale, di ingresso, di inserimento e progressione nel mercato del lavoro dei giovani maschie e femmine e in generale sulle difficoltà del mercato giovanile del lavoro in Piemonte[7].

Nel 2001, su incarico della Direzione Regionale Affari Istituzionali e Comunitari, che gestiva la delega alle politiche giovanili, è stata effettuata una ricostruzione del sostegno ai progetti di iniziativa di Enti Locali e organizzazioni non profit nell’ambito dei finanziamenti concessi dalla legge regionale n. 16 del 1995[8] e, al fine di costruire un quadro conoscitivo completo, una ricostruzione di tutte le ricerche svolte in Italia e in Piemonte dagli anni ’50 al Duemila aventi per tema la condizione giovanile.

L’attività di ricerca è proseguita nel 2008[9] con uno studio sulla popolazione giovanile piemontese che, oltre ad analisi sul quadro complessivo dal punto di vista demografico, della distribuzione nelle province e sui flussi migratori, ha cercato di indagare la condizione giovanile nei percorsi formativi, nel mercato del lavoro, il rapporto con la devianza e la salute e con gli indicatori di Lisbona.

Contemporaneamente, attraverso un questionario somministrato ai 230 comuni oltre i 3.000 abitanti, si è cercato di illustrare la composizione delle politiche giovanili avviate a livello locale in Piemonte e di ricostruire l’insieme organico delle diverse politiche nei singoli comuni: assetti istituzionali e amministrativi, attori principali e forme di partenariato, obiettivi e aree di lavoro, destinatari e risorse impiegate.

Una specifica “questione giovanile” è emersa con drammatica urgenza in tutto il mondo occidentale in connessione con la crisi di fine 2008: da allora i tassi di disoccupazione giovanili sono aumentati, ben più di quelli della popolazione complessiva, e gran parte degli istituti di ricerca e delle istituzioni internazionali hanno rivolto una preoccupata attenzione alla comprensione e al trattamento del “problema dei giovani nella crisi”[10].

In tale contesto, i giovani prendono risalto in una duplice veste: da un lato, emergono come la componente sociale su cui si sono maggiormente concentrati i riflessi problematici della crisi, in termini di disoccupazione e di maggior difficoltà/durata dei processi di transizione fra formazione e lavoro. D’altro canto, però, gli stessi giovani rappresentano anche la componente sociale da cui ci si attende un maggior contributo per uno sviluppo futuro più solido di quello che ha portato alla crisi. Ad essi vengono infatti attribuiti compiti di innovazione e capacità di iniziativa, insieme a competenze e motivazioni per agire, che sono ritenuti indispensabili per uscire dalle presenti e persistenti difficoltà dello sviluppo.

I giovani possono oggi venire ad occupare il centro dell’attenzione delle politiche pubbliche, ponendo loro domande e problemi nuovi. Le politiche devono riuscire a compensare specifiche debolezze dei giovani con la capacità di stimolare e valorizzare appieno i loro elementi di forza, in termini di reazione alle difficoltà e di costruzione delle condizioni per uno sviluppo innovativo. Le politiche devono riuscire a sostenere i giovani nelle fasi di debolezza senza deprimerne le motivazioni e la propensione all’attivismo reattivo, anzi valorizzandone tutte le potenzialità innovative. La ricerca dovrebbe aiutare le politiche a raggiungere questo obiettivo e a mantenere questo difficile equilibrio.

In questo quadro il Progetto Giovani dell'Ires Piemonte si articola in un primo rapporto di definizione delle problematiche attinenti al tema e in un programma di ricerca per approfondire i temi emergenti. Le due fasi o componenti del progetto potranno essere complementari attingendo alle conoscenze già disponibili all’Ires e facendo emergere anche domande di ricerca capaci di alimentare il lavoro successivo.

Nell'immediato - nel programma 2012 - ci si è proposti di cogliere e documentare i cambiamenti, o le persistenze, che hanno caratterizzato la condizione e le esperienze giovanili nel passaggio da prima a durante la crisi, cercando di capire quanto della “questione giovanile” attuale alla crisi possa essere attribuito in termini causali e quanto invece dalla crisi sia stato “soltanto” fatto emergere con maggior evidenza, avendo però le proprie radici prima e altrove. Nel fare ciò si è data attenzione alle comparazioni nello spazio, fra la nostra regione e altre aree significative di confronto: altre regioni del Nord, Italia, Europa, OECD; per verificare se e quanto vi siano differenze nei modi e nelle intensità con cui i processi che interessano il mondo giovanile si manifestano nei diversi territori, con ovvie conseguenze sull’interpretazione dei medesimi e sull’ordine di priorità con cui le politiche regionali e locali dovrebbero farsene carico.

Allo stesso tempo, si è avviata una ricognizione delle misure di policy orientate più o meno direttamente ai giovani. Anche in questo caso, diversi obiettivi sono stati posti per essere perseguiti congiuntamente, seppur non necessariamente nello stesso tempo. Da un lato, ci si è prefissi l’obiettivo immediato di fornire una ricostruzione aggiornata degli orientamenti di policy in materia e delle realizzazioni conseguenti ai diversi livelli istituzionali, con particolare attenzione ai mutamenti che la crisi sembra aver indotto nel definire le priorità e nel distribuire le risorse disponibili. Dall’altro, si intende procedere ad acquisire materiali utili per un esercizio di policy analysis orientato a comprendere il razionale delle diverse politiche e a desumerne i giudizi impliciti di valore sulle problematiche giovanili verso le quali gli interventi vengono rivolti. Si potrebbe così ricostruire un quadro di giudizi, valutazioni, propositi e obiettivi delle politiche pubbliche (articolato con riferimento al tempo e alle diverse scale territoriali) con i quali potranno confrontarsi le analisi sulle diverse dimensioni della condizione giovanile condotte dai ricercatori nella prima fase del progetto. Dall'intersezione fra le due linee di analisi potrebbero emergere indicazioni utili per valutare la coerenza fra dati di conoscenza e proposte d’azione in essere presso i diversi attori istituzionali e sociali, con suggerimenti circa i modi per meglio sintonizzarle, se necessario.

A maggio 2012, sono stati prodotti 15 contributi di ricerca nell’ambito del Progetto Giovani 2012, resi disponibili alla lettura e alla discussione nel contenitore Cantiere Progetto Giovani del sito internet www.ires.piemonte.it (si veda l’elenco qui a fianco). Dai medesimi contributi sono state tratti altrettanti articoli che, in forma più sintetica o selettiva, concorrono a presentare i risultati del primo periodo di attività del Progetto in un numero speciale monografico della rivista InformaIRES, il n. 41/2012, che sarà disponibile in formato anche cartaceo a partire dalla metà del mese di giugno 2012.

Torino, maggio 2012

Luciano Abburrà, Responsabile Progetto Giovani IRES Piemonte: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


[1] Ad esempio: “Le sfide della popolazione all’economia e alla politica. Scenari sociali e demografici per il Piemonte”, Irescenari, 2004/4
[2] A solo titolo esemplificativo si veda il più recente Rapporto dell’Osservatorio Immigrazione, pubblicato nel 2011
[3] “Le scelte scolastiche individuali”, Torino, Rosenberg & Sellier Editori, 1996, pagg.390
[4] “Dispersi e ritrovati. Indagine sui percorsi di uscita dalla scuola e di rientro in formazione dei giovani torinesi”, Torino, Bollati Boringhieri ed., 1996
[5] “Giovani a bassa scolarità in due quartieri torinesi. Testimonianze e storie di vita, Quaderni di Ricerca Ires n. 73, 1995
[6] Citiamo solo i tre rapporti principali, ma ricordando che sono stati integrati poi da diversi approfondimenti monografici su aspetti particolari della condizione giovanile:
“OCSE-PISA 2009: i risultati del Piemonte a confronto con le altre regioni italiane e straniere”, IRES Quaderni di Ricerca, n.123, 2011
“PISA 2006: Le competenze dei quindicenni in Piemonte a confronto con le regioni italiane ed europee”, IRES Quaderni di Ricerca, n. 116, 2008
“PISA 2003: Bravi come gli altri. Nuova luce sulle competenze dei quindicenni dal confronto fra regioni italiane ed europee”, Milano, FrancoAngeli, Collana Science della Formazione, 2006
[7] Oltre ai contributi annuali alla relazione Ires sulla situazione socio-economica del Piemonte, il riferimento può andare anche a diverse ricerche monografiche, a partire da quella su “Il lavoro dopo la crisi. Politiche di assunzione nell'industria a fine anni '80”, Torino, Rosenberg & Sellier Editori, collana Piemonte-Studi dell'IRES, 1989; o ”Giovani e mercato del lavoro nell’area torinese”, in Provincia di Torino – Città di Torino, Quaderno Formazione e Lavoro, 2004
[8] “Le politiche per i giovani in Piemonte: la legge regionale 16/95 e le ricerche sui giovani svolte in Italia e in Piemonte dagli anni ’50 ad oggi”, IRES Piemonte, WP 154/2001
[9] “Politiche giovanili nei Comuni piemontesi” IRES Piemonte, WP 226/2009; “Popolazione giovanile e tendenze demografiche” IRES Piemonte, WP 227/2009
[10] A solo titolo esemplificativo, si possono ricordare lo studio della Commissione Europea “EU Youth Report” del 2009, quello dell’Ocse, “Off to a Good Start? Jobs for Youth”, del 2010 e quello della Fondazione Europea di Dublino, “ Youth and Work”, del 2011