Lucrezia Scalzotto

Lucrezia Scalzotto

Ricercatrice

Lucrezia Scalzotto è ricercatrice IRES, collabora con IRES dal 1986 ed è dipendente dal 1987. Attualmente è responsabile dell'elaborazione dati, della gestione degli archivi informativi e dei rapporti con Istat e gli uffici Statistici di altri Enti. Collabora principalmente con l’Area di ricerca politiche economiche e in ricerche od osservatori che richiedono elaborazione complesse di dati, restituzioni cartografiche, analisi statistiche.

In passato ha collaborato con il Servizio Area di Epidemiologia del Servizio Sanitario Nazionale Regione Piemonte per il "Progetto Prevenzione Serena", diversi studi sul carcinoma polmonare femminile indotto da fumo passivo, a survey relativamente all’asbestosi ed altre malattie professionali in collaborazione con il dipartimento di scienze Biomediche e Oncologia umana dell’Università di Torino, ridefinizione delle strutture dei tassi di mortalità per adattarli alla situazione specifica italiana.

Laurea in Scienze Biologiche presso la facoltà di Scienze MFN di Torino.

Ricerche


  • Osservatorio demografico territoriale del Piemonte
    Le attività di analisi e previsione della popolazione piemontese a livello territoriale dell’Osservatorio Demografico Territoriale del Piemonte si basano sul continuo aggiornamento degli archivi dei dati territoriali e storici, pubblicati sul sito di DEMOS (www.demos.piemonte.it), e si traducono in descrizioni delle dinamiche demografiche della popolazione attuali e comparative sia rispetto al passato sia rispetto ad altre regioni italiane ed europee per evidenziare le tendenze future.
  • Osservatorio sulla congiuntura e l'economia regionale
    L’analisi congiunturale a livello nazionale è un’attività ormai consolidata che attinge a una rilevante mole di informazioni. A livello locale le informazioni sono invece piuttosto limitate e spesso disponibili con ritardo. L’analisi dell’andamento dell’economia nel breve periodo a livello regionale e subregionale richiede dunque un lavoro di raccolta e confronto di dati secondari e indagini qualitative. L’analisi dei conti economici regionali, il loro aggiornamento e l’inserimento in modelli macroeconomici consente di formulare previsioni e ipotizzare possibili impatti sulla Regione di eventi e politiche esogene (come l’andamento dell’economia internazionale e le politiche di bilancio nazionali).
  • Le innovazioni 4.0 nel sistema produttivo piemontese
    Il termine Industria 4.0 è stato coniato nel decennio scorso per indicare la digitalizzazione dei processi produttivi. Negli ultimi anni l’uso del termine si è diffuso e nel 2016 ha riscosso molto successo grazie alla sua capacità evocativa, da un lato di riportare alla memoria l’idea del 2.0 (e del digitale), dall’altro di richiamare la quarta rivoluzione industriale. Una rivoluzione in atto che vede il progressivo inserimento nelle attività lavorative dell’uomo di macchine intelligenti e connesse a Internet. Nelle previsioni di molti studiosi l’impiego di tali macchine non consentirà soltanto di aumentare la produzione, di accelerare i tempi di realizzazione e di diminuire le possibilità di errore, ma anche di rendere modificabili in modo autonomo – e dunque senza intervento umano - gli schemi di produzione in base ad input esterni e allo loro capacità di adattamento e correzione. E’ facile comprendere come questa evoluzione nel lungo periodo non inciderà solo sulla produzione industriale, ma trasformerà completamente il nostro rapporto con il lavoro, le nostre possibilità di consumo e, infine, le nostre relazioni sociali. Per questo si preferisce sostituire il termine Industria e parlare più generalmente di Innovazione 4.0.
  • Monitoraggio e valutazione del Fondo Sviluppo e Coesione
    Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) è, congiuntamente ai Fondi strutturali europei, lo strumento finanziario principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali. Nel ciclo di programmazione 2007-2013, le risorse FSC sono state utilizzate avvalendosi di Programmi Attuativi formulati dalle Regioni (PAR). Il PAR piemontese è composto da interventi relativi a diversi settori di policy (difesa suolo, trasporti, sanità, formazione, beni culturali) per un ammontare complessivo di risorse di circa 890.000 €. Analogamente ai programmi di matrice europea, anche il PAR FSC prevede attività di monitoraggio e valutazione, a sostegno delle funzioni svolte dall’Organismo di Programmazione e Attuazione (in questo caso il Settore Programmazione negoziata – Direzione Risorse finanziare e Patrimonio).
  • Valutazione del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (2014-2020)
    L’attività discende dalla proposta relativa alle attività di valutazione del POR FESR Piemonte 2014-2020 elaborata dall’IRES in risposta alla richiesta formulata dalla Regione Piemonte sulla scorta dell’atto regionale che individua nell’IRES Piemonte il soggetto abilitato a svolgere il ruolo di valutatore indipendente dei programmi finanziati dai fondi europei. La proposta riguarda le attività di valutazione per l’intero periodo di programmazione, mentre qui vengono considerate solo le attività riferite all’anno 2017.
  • Il piano regionale delle attività estrattive
    Nel 2015 l’IRES ha condotto uno studio al fine di fornire le linee guida per lo sviluppo della pianificazione e programmazione del settore cave in Piemonte. Da questo studio è nato il rapporto ‘Le Cave in Piemonte. Rapporto IRES 2015’. Nel  2016 la Regione ha emanato la L.R. 23/2016 dal titolo ‘Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materie di cave’, che prevede all’art. 3 la realizzazione del Piano regionale delle attività estrattive (PRAE). La Regione Piemonte ha chiesto un contributo analitico all’IRES Piemonte per la redazione del Piano.
  • Le politiche per la sicurezza stradale
    Asse portante della prima delle strategie del nuovo Piano Regionale dei Trasporti (PRT), la sicurezza stradale è da tempo oggetto di varie iniziative, sia sul fronte istituzionale (i Programmi Triennali del Piano Regionale della Sicurezza Stradale, i Programmi di Sorveglianza del Piano Regionale Sanitario), sia su quello dello studio del fenomeno dell’incidentalità. Un ruolo di snodo importante tra i due fronti è stato svolto fino al 2016 dal Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale (CMRSS), costituito nel 2007 nell’ambito del Piano Regionale della Sicurezza Stradale e affidato all’Ires Piemonte per l’implementazione e la gestione. Tale ruolo si era concretizzato nella realizzazione di un  programma di attività  che prevedeva la gestione operativa del centro, con la gestione di tutte le fasi della rilevazione, la divulgazione degli studi sull’incidentalità e il sostegno alle attività regionali di programmazione e di governo della sicurezza stradale. Le esigenze conoscitive che emergono in relazione all’attuazione del nuovo PRT e agli adempimenti in materia di gestione delle infrastrutture (decreto legislativo n.35/2011) richiedono di ridefinire gli impegni di IRES sui diversi filoni, riducendo quelli  di natura più strettamente gestionale ed ampliando quelli volti sia al  rafforzamento del ruolo regionale di governo della sicurezza stradale, sia alla  valutazione dell’azione regionale. Per il prossimo triennio, queste attività saranno precisate annualmente nell’ambito di una convenzione.
  • Studi per il piano regionale dei trasporti
    Con l’adozione del Piano regionale della mobilità e dei trasporti a dicembre 2016, si apre una nuova fase di programmazione di questo settore. L’impostazione del nuovo piano, finalizzato e di lungo periodo prefigura un percorso di azioni molto diverso da quello del passato. Dal punto di vista delle attività di ricerca, in particolare, esso comporta un affinamento nelle analisi dei fenomeni di mobilità (tipi di mobilità, interrelazione con i determinanti socioeconomici e territoriali, impatto delle ICT, ricadute sull’ambiente e sulla collettività regionale). Richiede, altresì, la produzione di contributi specifici finalizzati a ad accompagnare le attività di monitoraggio e di valutazione contenute nel nuovo piano. Con riferimento alle attività di valutazione il piano prevede esplicitamente il coinvolgimento di IRES. Le attività di studio sulle relazioni tra mobilità e territorio, già in corso in Istituto, saranno pertanto rimodulate e via via precisate, nel corso tempo, per rispondere alle domande specifiche che potranno emergere con riferimento a questi due filoni di studi.

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