Renato Cogno

Renato Cogno

Dirigente di ricerca

Renato Cogno è dirigente di ricerca dal 1999. Si occupa di comparazione tra politiche sociali locali, analisi degli impatti, finanziamento. Svolge parte delle attività in collaborazione con gli uffici regionali competenti o altri soggetti pubblici. Campi principali di ricerca: il governo locale e gli strumenti dell'azione pubblica; le politiche sociali. In questi due ambiti, si è occupato di: finanza locale, riassetto territoriale e amministrativo, strumenti per superare la frammentazione comunale, meccanismi di esternalizzazione e raccordo pubblico/privato nella produzione di servizi pubblici, strumenti di rendicontazione.

Dipendente lRES dal 1991. Ha insegnato Scienza delle Finanze ed Economia pubblica in alcuni corsi dell'Università di Torino.

Laurea in Science Politiche (Università of Torino, 1986), Master in Economics (Coripe, Torino, Italy, 1991).

Ricerche


  • Osservatorio sulla finanza territoriale
    Il quadro dei rapporti tra Stato e Regioni, le profonde modificazioni all'assetto istituzionale degli enti sub-regionali (e i profili finanziari che ne derivano), le necessità imposte dal consolidamento fiscale a tutti i livelli di governo hanno mutato il contesto entro cui l’operatore regionale agisce. I vincoli crescenti di tipo finanziario influenzano, sul lato delle entrate disponibili, i comportamenti di spesa e influenzeranno in maniera rilevante la quantità di risorse che, in futuro, potrà essere messo a disposizione della collettività. La legge 196/2009, le norme sull’armonizzazione contabile (dl. 118/2011) e sul pareggio di bilancio (l. 243/2012) hanno innovato in profondità la contabilità dello stato e degli enti territoriali, e introdotto importanti innovazioni nei rapporti tra decisioni di bilancio dello stato e del sottosettore degli enti locali. Le politiche di bilancio delle regioni e gli strumenti di programmazione saranno interessati dalle modifiche in atto. La valutazione degli effetti fiscali delle manovre centrali e regionali, insieme alla previsione dell'impatto dello scenario macroeconomico sui principali imponibili locali, assumono una rilevanza decisiva nel momento di confronto tra centro e periferia (in particolare nella prima parte dell’anno), tenuto conto non solo dei residui margini di autonomia fiscale lasciata agli enti regionali, ma della rilevanza della gestione regionalizzata degli spazi fiscali residui per gli investimenti nei comuni, a cui deve accompagnarsi il potenziamento degli strumenti di supporto alle politiche fiscali di breve e medio termine regionali. Possono essere considerati tra gli strumenti che l'Osservatorio può mettere a disposizione degli uffici regionali anche la simulazione di manovre fiscali locali a supporto del sistema produttivo e l'impatto della rimodulazione su scala territoriale delle manovre fiscali sub-regionali su imponibili propri.
  • Una ricognizione sulle politiche sociali attuate in Piemonte
    Per gran parte delle politiche sociali l’assetto istituzionale è poco definito e le risorse che le finanziano - statali e regionali - sono risultate instabili nel tempo; sono inoltre politiche disomogenee sotto vari aspetti. Le Regioni svolgono: funzioni attuative e regolamentari connesse ai programmi statali, con finanziamenti dedicati;  indirizzo e coordinamento del sistema integrato di interventi e servizi sociali (SIIS), la cui progettazione e gestione è di competenza dei Comuni; funzioni legislative esclusive - le politiche di promozione regionale - nell’ambito delle prestazioni concernenti i diritti sociali definite dallo Stato; funzioni di vigilanza, autorizzazione e accreditamento su soggetti che forniscono prestazioni sociali. Negli ultimi anni le fonti di finanziamento statali si sono ridotte, o azzerate, mentre le risorse libere di Regioni ed enti locali sono state oggetto delle misure di contenimento della spesa pubblica. Ed oggi si enfatizza il bisogno di integrazione per queste politiche: tra soggetti responsabili delle stesse, tra politiche (quelle sociali, sanitarie e del lavoro), tra attori, tra strumenti impiegati. Un bisogno che è stato all’origine del Patto per il Sociale 2015-2017 di questa Regione. Più recentemente, un forte stimolo all’integrazione proviene dalla Comunità europea, entrata in campo per promuovere misure di inclusione attive e di contrasto della povertà: il PON Inclusione cofinanzia per il periodo 2014-20120 il rafforzamento dei servizi di accompagnamento all’attuazione SIA (misura con fondi statali) e rappresenta oggi un importante stimolo al riassetto delle politiche sociali regionali.
  • Valutazione del Fondo Sociale Europeo (2014 – 2020)
    Nello svolgimento delle sue attività istituzionali sul fronte dell’analisi e la valutazione delle politiche pubbliche, l’IRES Piemonte assumerà il ruolo di valutatore indipendente del Fondo Sociale Europeo 2014-2020 della Regione Piemonte. La programmazione operativa dell’attività di valutazione è definita attraverso piani pluriennali, articolati su base annua.

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