Simone Landini

Simone Landini

Ricercatore

Simone Landini è ricercatore. I suoi ambiti attuali di ricerca riguardano i temi della mobilità e trasporti, dell'analisi economico-finanziaria di imprese e settori d'attività industriale, e collabora con diverse strutture della Regione Piemonte con studi a supporto e per la valutazione delle policy.

Dipendente IRES Piemonte dal 2001, ha svolto e svolge studi di macroeconomia, economia e finanza d'impresa, rischio di credito, metodi quantitativi per l'economia, la finanza e le scienze sociali, metodi di simulazione ad agenti eterogenei ed interagenti.

È laureato in Scienze Politiche e Dottore di Ricerca in Matematica per l'Analisi dei Mercati Finanziari.

Ricerche


  • Osservatorio sulla finanza territoriale
    Il quadro dei rapporti tra Stato e Regioni, le profonde modificazioni all'assetto istituzionale degli enti sub-regionali (e i profili finanziari che ne derivano), le necessità imposte dal consolidamento fiscale a tutti i livelli di governo hanno mutato il contesto entro cui l’operatore regionale agisce. I vincoli crescenti di tipo finanziario influenzano, sul lato delle entrate disponibili, i comportamenti di spesa e influenzeranno in maniera rilevante la quantità di risorse che, in futuro, potrà essere messo a disposizione della collettività. La legge 196/2009, le norme sull’armonizzazione contabile (dl. 118/2011) e sul pareggio di bilancio (l. 243/2012) hanno innovato in profondità la contabilità dello stato e degli enti territoriali, e introdotto importanti innovazioni nei rapporti tra decisioni di bilancio dello stato e del sottosettore degli enti locali. Le politiche di bilancio delle regioni e gli strumenti di programmazione saranno interessati dalle modifiche in atto. La valutazione degli effetti fiscali delle manovre centrali e regionali, insieme alla previsione dell'impatto dello scenario macroeconomico sui principali imponibili locali, assumono una rilevanza decisiva nel momento di confronto tra centro e periferia (in particolare nella prima parte dell’anno), tenuto conto non solo dei residui margini di autonomia fiscale lasciata agli enti regionali, ma della rilevanza della gestione regionalizzata degli spazi fiscali residui per gli investimenti nei comuni, a cui deve accompagnarsi il potenziamento degli strumenti di supporto alle politiche fiscali di breve e medio termine regionali. Possono essere considerati tra gli strumenti che l'Osservatorio può mettere a disposizione degli uffici regionali anche la simulazione di manovre fiscali locali a supporto del sistema produttivo e l'impatto della rimodulazione su scala territoriale delle manovre fiscali sub-regionali su imponibili propri.
  • Osservatorio demografico territoriale del Piemonte
    Le attività di analisi e previsione della popolazione piemontese a livello territoriale dell’Osservatorio Demografico Territoriale del Piemonte si basano sul continuo aggiornamento degli archivi dei dati territoriali e storici, pubblicati sul sito di DEMOS (www.demos.piemonte.it), e si traducono in descrizioni delle dinamiche demografiche della popolazione attuali e comparative sia rispetto al passato sia rispetto ad altre regioni italiane ed europee per evidenziare le tendenze future.
  • Le innovazioni 4.0 nel sistema produttivo piemontese
    Il termine Industria 4.0 è stato coniato nel decennio scorso per indicare la digitalizzazione dei processi produttivi. Negli ultimi anni l’uso del termine si è diffuso e nel 2016 ha riscosso molto successo grazie alla sua capacità evocativa, da un lato di riportare alla memoria l’idea del 2.0 (e del digitale), dall’altro di richiamare la quarta rivoluzione industriale. Una rivoluzione in atto che vede il progressivo inserimento nelle attività lavorative dell’uomo di macchine intelligenti e connesse a Internet. Nelle previsioni di molti studiosi l’impiego di tali macchine non consentirà soltanto di aumentare la produzione, di accelerare i tempi di realizzazione e di diminuire le possibilità di errore, ma anche di rendere modificabili in modo autonomo – e dunque senza intervento umano - gli schemi di produzione in base ad input esterni e allo loro capacità di adattamento e correzione. E’ facile comprendere come questa evoluzione nel lungo periodo non inciderà solo sulla produzione industriale, ma trasformerà completamente il nostro rapporto con il lavoro, le nostre possibilità di consumo e, infine, le nostre relazioni sociali. Per questo si preferisce sostituire il termine Industria e parlare più generalmente di Innovazione 4.0.
  • Valutazione del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (2014-2020)
    L’attività discende dalla proposta relativa alle attività di valutazione del POR FESR Piemonte 2014-2020 elaborata dall’IRES in risposta alla richiesta formulata dalla Regione Piemonte sulla scorta dell’atto regionale che individua nell’IRES Piemonte il soggetto abilitato a svolgere il ruolo di valutatore indipendente dei programmi finanziati dai fondi europei. La proposta riguarda le attività di valutazione per l’intero periodo di programmazione, mentre qui vengono considerate solo le attività riferite all’anno 2017.
  • Il piano regionale delle attività estrattive
    Nel 2015 l’IRES ha condotto uno studio al fine di fornire le linee guida per lo sviluppo della pianificazione e programmazione del settore cave in Piemonte. Da questo studio è nato il rapporto ‘Le Cave in Piemonte. Rapporto IRES 2015’. Nel  2016 la Regione ha emanato la L.R. 23/2016 dal titolo ‘Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materie di cave’, che prevede all’art. 3 la realizzazione del Piano regionale delle attività estrattive (PRAE). La Regione Piemonte ha chiesto un contributo analitico all’IRES Piemonte per la redazione del Piano.
  • Le politiche per la sicurezza stradale
    Asse portante della prima delle strategie del nuovo Piano Regionale dei Trasporti (PRT), la sicurezza stradale è da tempo oggetto di varie iniziative, sia sul fronte istituzionale (i Programmi Triennali del Piano Regionale della Sicurezza Stradale, i Programmi di Sorveglianza del Piano Regionale Sanitario), sia su quello dello studio del fenomeno dell’incidentalità. Un ruolo di snodo importante tra i due fronti è stato svolto in questi anni dal Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale (CMRSS), costituito nel 2007 nell’ambito del Piano Regionale della Sicurezza Stradale e affidato all’Ires Piemonte per l’implementazione e la gestione. Tale ruolo si è concretizzato nella realizzazione di un  programma di attività  che prevedeva la gestione operativa del centro (affiancamento del lavoro svolto dall’ISTAT,  gestione della rete dei rilevatori), la divulgazione degli studi sull’incidentalità e il sostegno alle attività regionali di programmazione e di governo della sicurezza stradale.. Le esigenze conoscitive che emergono in relazione all’attuazione del nuovo PRT e agli adempimenti in materia di gestione delle infrastrutture (decreto legislativo n.35/2011) richiedono di ridefinire gli impegni di IRES sui diversi filoni, riducendo quelli  di natura più strettamente gestionale ed ampliando quelli volti sia al  rafforzamento del ruolo regionale di governo della sicurezza stradale, sia alla  valutazione dell’azione regionale. Per il prossimo triennio, queste attività saranno precisate annualmente nell’ambito di una convenzione.
  • Studi per il piano regionale dei trasporti
    Con l’adozione del Piano regionale della mobilità e dei trasporti a dicembre 2016, si apre una nuova fase di programmazione di questo settore. L’impostazione del nuovo piano, finalizzato e di lungo periodo prefigura un percorso di azioni molto diverso da quello del passato. Dal punto di vista delle attività di ricerca, in particolare, esso comporta un affinamento nelle analisi dei fenomeni di mobilità (tipi di mobilità, interrelazione con i determinanti socioeconomici e territoriali, impatto delle ICT, ricadute sull’ambiente e sulla collettività regionale). Richiede, altresì, la produzione di contributi specifici finalizzati a ad accompagnare le attività di monitoraggio e di valutazione contenute nel nuovo piano. Con riferimento alle attività di valutazione il piano prevede esplicitamente il coinvolgimento di IRES. Le attività di studio sulle relazioni tra mobilità e territorio, già in corso in Istituto, saranno pertanto rimodulate e via via precisate, nel corso tempo, per rispondere alle domande specifiche che potranno emergere con riferimento a questi due filoni di studi.

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