Sylvie Occelli

Sylvie Occelli

Dirigente di ricerca

Sylvie Occelli è dirigente di ricerca dal 1987 e dal 2010 è responsabile di un’unità di ricerca sui sistemi socio tecnici. Ha svolto studi in numerosi campi delle scienze regionali: analisi delle residenze, sistemi metropolitani, trasporti e mobilità, indicatori socio-ambientali, modellistica urbana, analisi spaziale, banda larga e diffusione delle ICT.

Ha avuto responsabilità di gestione del centro di monitoraggio della sicurezza stradale e dell’osservatorio ICT: Tra i sui attuali interessi di ricerca vi sono: la valutazione delle politiche in materia di mobilità e sicurezza stradale, l’e-health, la telemedicina e l’uso di strumenti modellistici a supporto delle politiche pubbliche.

È laureata in architettura con una formazione in pianificazione urbanistica e territoriale e un master in HTA. E’ stata consigliere scientifico per la Regione Rhône Alpes, nella Comunità di Ricerca su mobilità e territori ARC7.

Ricerche


  • La sanità digitale in Piemonte
    Nel mondo la digitalizzazione è considerata una delle carte vincenti per la sanità del futuro. Mentre negli Stati Uniti e in molti Paesi europei si tratta già di una realtà consolidata, in Italia la situazione presenta diverse debolezze. In una recente classifica stilata a livello europeo l’Italia ricopre solo la diciottesima posizione. Nel contesto nazionale, in base al ranking dell’Osservatorio Netics, il Piemonte è sopra la media delle regioni italiane (ottavo posto), ma il cammino da compiere per raggiungere gli standard europei è ancora lungo. La speranza di una svolta in Italia - e in Piemonte - è legata all’attuazione del Patto per la Sanità Digitale approvato alla fine di giugno 2016 dalla Conferenza Stato Regioni.
  • Mappatura e monitoraggio delle tecnologie biomediche
    Il governo del patrimonio tecnologico delle Aziende Sanitarie Regionali (ASR) non può prescindere da una conoscenza puntuale di indicatori relativi alla rete di offerta dei servizi, all’utilizzo delle dotazioni disponibili e ai costi che ne conseguono. In Piemonte la base dati contenente parte di queste informazioni è costituita dal Flusso Informativo per le Tecnologie Biomediche (FITeB): il costante aggiornamento di questo archivio, che contiene dati sulle alte e le medie tecnologie, rappresenta un obbligo informativo regionale per tutti i soggetti erogatori di servizi sanitari.
  • Le politiche per la sicurezza stradale
    Asse portante della prima delle strategie del nuovo Piano Regionale dei Trasporti (PRT), la sicurezza stradale è da tempo oggetto di varie iniziative, sia sul fronte istituzionale (i Programmi Triennali del Piano Regionale della Sicurezza Stradale, i Programmi di Sorveglianza del Piano Regionale Sanitario), sia su quello dello studio del fenomeno dell’incidentalità. Un ruolo di snodo importante tra i due fronti è stato svolto in questi anni dal Centro di Monitoraggio Regionale della Sicurezza Stradale (CMRSS), costituito nel 2007 nell’ambito del Piano Regionale della Sicurezza Stradale e affidato all’Ires Piemonte per l’implementazione e la gestione. Tale ruolo si è concretizzato nella realizzazione di un  programma di attività  che prevedeva la gestione operativa del centro (affiancamento del lavoro svolto dall’ISTAT,  gestione della rete dei rilevatori), la divulgazione degli studi sull’incidentalità e il sostegno alle attività regionali di programmazione e di governo della sicurezza stradale.. Le esigenze conoscitive che emergono in relazione all’attuazione del nuovo PRT e agli adempimenti in materia di gestione delle infrastrutture (decreto legislativo n.35/2011) richiedono di ridefinire gli impegni di IRES sui diversi filoni, riducendo quelli  di natura più strettamente gestionale ed ampliando quelli volti sia al  rafforzamento del ruolo regionale di governo della sicurezza stradale, sia alla  valutazione dell’azione regionale. Per il prossimo triennio, queste attività saranno precisate annualmente nell’ambito di una convenzione.
  • Studi per il piano regionale dei trasporti
    Con l’adozione del Piano regionale della mobilità e dei trasporti a dicembre 2016, si apre una nuova fase di programmazione di questo settore. L’impostazione del nuovo piano, finalizzato e di lungo periodo prefigura un percorso di azioni molto diverso da quello del passato. Dal punto di vista delle attività di ricerca, in particolare, esso comporta un affinamento nelle analisi dei fenomeni di mobilità (tipi di mobilità, interrelazione con i determinanti socioeconomici e territoriali, impatto delle ICT, ricadute sull’ambiente e sulla collettività regionale). Richiede, altresì, la produzione di contributi specifici finalizzati a ad accompagnare le attività di monitoraggio e di valutazione contenute nel nuovo piano. Con riferimento alle attività di valutazione il piano prevede esplicitamente il coinvolgimento di IRES. Le attività di studio sulle relazioni tra mobilità e territorio, già in corso in Istituto, saranno pertanto rimodulate e via via precisate, nel corso tempo, per rispondere alle domande specifiche che potranno emergere con riferimento a questi due filoni di studi.

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